15 febbraio 2019

Tracciabilità dei Rifiuti

Il punto sull'informatizzazione del ciclo della gestione dei rifiuti

di Luca Passadore

Nell’intento di avviare l’informatizzazione del ciclo della gestione dei rifiuti il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il decreto 17 dicembre 2009, aveva istituito il SISTRI – sistema informatico per il controllo della tracciabilità dei rifiuti.

I termini iniziali di operatività di SISTRI sono stati più volti rinviati ed erano stati fissati (art. 11, comma 2 e 3, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125) nel modo seguente:

a) 1 ottobre 2013, relativamente
–  agli enti o alle imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, com­presi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale;
–  in caso di trasporto intermodale, ai soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto;
–  agli enti o alle imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e in­termediazione di rifiuti speciali pericolosi;
–  ai nuovi produttori, che trattano o producono rifiuti pericolosi.

b) 3 marzo 2014, relativamente
–  ai produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi;
– ai Comuni e alle imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania.

Peraltro, dal momento dell’istituzione di SISTRI sono intervenuti numerosi provvedimenti con l’intento di modificare, integrare, prorogare tale sistema con la conseguenza che era stato scollegato il momento di avvio dell’operatività dal momento in cui erano applicabili le specifiche sanzioni previste dal d.lgs. n. 152/2006. In base a quanto era stato stabilito dal decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, ed in particolare dal comma 3-bis dell’art. 11 (come da ultimo modificato dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 cd. “legge di bilancio 2018”), il regime sanzionatorio relativo a SISTRI prevedeva che «Fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del [nuovo] concessionario …, e comunque non oltre il 31 dicembre 2018»:
a)  non trovavano applicazione le sanzioni previste dagli artt. 260-bis, comma da 3 a 9, e 260-ter, del d.lgs. n. 152/2006, relative agli adempimenti del SISTRI e continuavano ad applicarsi i preesistenti adempimenti, previsti dagli artt. 188, 189, 190 e 193 (re­lativi a responsabilità nella gestione dei rifiuti, MUD, registri di carico e scarico e formulari di trasporto) del d.lgs. n. 152/2006, nella formulazione previgente alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 205/2010, e le relative sanzioni;
b) le sanzioni previste dall’art. 260-bis comma 1 (obbligo di iscrizione a Sistri) e 2 (obbligo di versamento del contributo di iscrizione), che trovavano applicazione a decorrere dal 1° aprile 2015, erano state ridotte alla metà.

A tale situazine ha posto termine l’articolo 6 del decreto legge n. 135/2018 che ha decretato la definitiva soppressione di SISTRI.

La legge n. 12/2019  che ha convertito in legge il d.l. n. 135/2018, nel confermare la soppressione di SISTRI e quindi anche il venir meno degli obblighi di iscrizione e di versamento del contributo annuale, ha peraltro previsto:
•  l’abrogazione di tutte le varie disposizioni normative inerenti SISTRI;
•   l’istituzione del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti gestito dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
•  l’obbligo per le aziende di proseguire, fino all’istituzione del Registro elettronico, negli adempimenti relativi alla gestione dei rifiuti già in essere (registro di carico e scarico, formulario di trasporto e Mud);
•  ’emanazione di un  decreto ministeriale attraverso il quale il Ministero provvederà a definire le modalità organizzative e di funzionamento del Registro elettronico nazionale, i termini di iscrizioni da parte dei soggetti obbligati e gli importi dovuti dagli stessi a titolo di diritti di segreteria e di contributo annuale, le sanzioni amministrative da irrogare in caso di violazione degli obblighi previsti dal medesimo decreto.
In base alle previsioni della nuova disposizione normativa saranno obbligati ad iscriversi al Registro elettronico:
• gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti,
•  i produttori di rifiuti pericolosi,
•  gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi,
•  Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti,
•  «nonché, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti di cui all'articolo 189, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».

Per approfondire la disciplina in tema di gestione dei rifiuti vedi la nuova edizione di  Il "Testo Unico" ambientale e norme complementari

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