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Tutela e qualità dell'atmosfera nella Regione del Veneto

Guida pratica alle norme generali di tutela dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera e all’interconnessa normativa regionale veneta applicativa ed integrativa corredata da un estratto del d.lgs. n 152/2006, coordinato aggiornato ad ottobre 2013.

prezzo 25,00

autore Luca Passadore

caratteristiche e-book, ca 200 pagine

edizione 2013

collana Guide pratiche e Prontuari - Vademecum

Tutela e qualità dell'atmosfera nella Regione del Veneto

 

Il primo provvedimento legislativo organico ed espressamente finalizzato alla rimozione e preven¬zione dell’in¬quinamento dell’aria risale alla metà degli anni ‘60: legge 13 luglio 1966, n. 615, recante, per l’ap¬punto, «Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico», all’epoca co¬munemente denominata “Legge anti-smog”.
La legge del ‘66 disciplinava tutte le principali fonti di potenziale inquinamento dell’aria, sia fisse che mobili, sia industriali che civili. 
L’originario quadro normativo unitario delineato dalla legge 615 e relativi rego-lamenti d’attuazione, è stato però pro¬gres¬sivamente scomposto e sempre più frazionato dalla successiva evoluzione normativa.
Né miglior sorte ha avuto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, recante l’«At¬tua¬zione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell’articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183» e che, al di là della sua titolazione, nelle intenzioni “dichiarate” (si veda l’arti. 1) avrebbe dovuto es-sere la legge di base di tutta la normativa per la tutela della qualità dell’aria. Era infatti previsto che, anche tramite i provvedimenti attuativi, venissero disciplinati nel contesto del d.P.R. in discorso:
tutti gli impianti che possono dar luogo ad emissione nell’atmosfera;
le caratteristiche merceologiche dei combustibili ed il loro impiego;
i valori limite ed i valori guida per gli inquinanti dell’aria nell’ambiente ester-no ed i relativi metodi di campionamento, analisi e valutazione;
i limiti delle emissioni inquinanti ed i relativi metodi di campionamento, ana-lisi e valutazione.
L’impostazione originaria è stata però successivamente abbandonata, anche con espresse abro¬ga¬zioni di “com¬ponenti importanti” del d.P.R., quali in partico-lare gli artt. 20, 21, 22 e 23, relativi alla determinazione dei valori-obiettivo di qualità dell’aria e connessi programmi e verifiche, che sono stati oggetto di un meccani¬smo di progressiva abrogazione previsto il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 352, recante l’«Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valuta-zione e di gestione della qualità dell’aria ambiente».
La “vecchia” legge del ‘66 comunque è sopravvissuta al d.P.R. n. 203/1988 per tutta la parte relativa agli impianti di riscaldamento. È stata invece espressa-mente abrogata per la parte relativa alle emissioni da fonti mobili, autonoma-mente e compiutamente ridisciplinata con disposizioni appartenenti a tutt’altro contesto normativo, ed è stata abbondantemente superata, con progressiva a-brogazione, non sempre esplicita, per la parte relativa alle fonti fisse diverse dagli impianti di riscaldamento.
Per giunta, a fianco della disciplina delle fonti di inquinamento, ha progressiva-mente assunto sempre mag¬gior rilevanza, al punto da divenire un autonomo settore o componente della complessiva materia, la re¬go¬lamentazione degli o-biettivi di qualità da raggiungere e delle relative rilevazioni e controlli.
Altro aspetto di particolare rilevanza ed attualità è quello della disciplina, per lo più attuata in sede locale, del traffico veicolare nei centri urbani. Ed anche que-sta disciplina ha progressivamente assunto una propria significativa autonomia.
Il primo provvedimento legislativo organico ed espressamente finalizzato alla rimozione e prevenzione dell’inquinamento dell’aria risale alla metà degli anni ‘60: legge 13 luglio 1966, n. 615, recante, per l’appunto, «Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico», all’epoca comunemente denominata “Legge anti-smog”.

 

La legge del ‘66 disciplinava tutte le principali fonti di potenziale inquinamento dell’aria, sia fisse che mobili, sia industriali che civili. 

L’originario quadro normativo unitario delineato dalla legge 615 e relativi regolamenti d’attuazione, è stato però progressivamente scomposto e sempre più frazionato dalla successiva evoluzione normativa.

Né miglior sorte ha avuto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, recante l’«Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell’articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183» e che, al di là della sua titolazione, nelle intenzioni “dichiarate” (si veda l’arti. 1) avrebbe dovuto es-sere la legge di base di tutta la normativa per la tutela della qualità dell’aria. Era infatti previsto che, anche tramite i provvedimenti attuativi, venissero disciplinati nel contesto del d.P.R. in discorso:

 

  • tutti gli impianti che possono dar luogo ad emissione nell’atmosfera;
  • le caratteristiche merceologiche dei combustibili ed il loro impiego;
  • i valori limite ed i valori guida per gli inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno ed i relativi metodi di campionamento, analisi e valutazione;
  • i limiti delle emissioni inquinanti ed i relativi metodi di campionamento, analisi e valutazione.

 

L’impostazione originaria è stata però successivamente abbandonata, anche con espresse abrogazioni di “componenti importanti” del d.P.R., quali in particolare gli artt. 20, 21, 22 e 23, relativi alla determinazione dei valori-obiettivo di qualità dell’aria e connessi programmi e verifiche, che sono stati oggetto di un meccanismo di progressiva abrogazione previsto il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 352, recante l’«Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valuta-zione e di gestione della qualità dell’aria ambiente».

La “vecchia” legge del ‘66 comunque è sopravvissuta al d.P.R. n. 203/1988 per tutta la parte relativa agli impianti di riscaldamento. È stata invece espressa-mente abrogata per la parte relativa alle emissioni da fonti mobili, autonomamente e compiutamente ridisciplinata con disposizioni appartenenti a tutt’altro contesto normativo, ed è stata abbondantemente superata, con progressiva abrogazione, non sempre esplicita, per la parte relativa alle fonti fisse diverse dagli impianti di riscaldamento.

Per giunta, a fianco della disciplina delle fonti di inquinamento, ha progressivamente assunto sempre maggior rilevanza, al punto da divenire un autonomo settore o componente della complessiva materia, la regolamentazione degli obiettivi di qualità da raggiungere e delle relative rilevazioni e controlli.

Altro aspetto di particolare rilevanza ed attualità è quello della disciplina, per lo più attuata in sede locale, del traffico veicolare nei centri urbani. Ed anche que-sta disciplina ha progressivamente assunto una propria significativa autonomia.

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