e-book

Gestione dei Rifiuti nella Regione del Veneto

Guida pratica alla disciplina generale dei rifiuti, corredata dal testo normativo vigente del d.lgs. n 152/2006, coordinato e aggiornato ad ottobre 2013

prezzo 25,00

autore Marcello Franco

caratteristiche e-book, 264 pagine

edizione 2013

collana Guide pratiche e Prontuari - Vademecum

Gestione dei Rifiuti nella Regione del Veneto

 

Per “disciplina generale dei rifiuti” si intende il complesso di norme – leggi e re-golamenti – finalizzate ad evirare che chi produce rifiuti, non avendo sugli stessi altro interesse che quello di sbarazzarsene nel modo per lui più comodo e me-no oneroso,lo faccia in danno della qualità e del decoro dell’ambiente.
Tale disciplina, pertanto, contiene in primo luogo:
l’individuazione e la classificazione dei rifiuti;
il divieto di abbandonarli;
l’obbligo di detenerli in modo adeguato, non solo evitando che si disperdano, ma anche per garantirne la miglio destinazione di recupero e, in subordine, di smaltimento;
le autorizzazioni che è necessario avere per trasportare, recuperare e smalti-re, in una parola: gestire rifiuti, sul presupposto che, salvo casi marginali, tutte queste attività, anche quando esercitate per propri rifiuti – cosiddetto traspor-to, recupero e smaltimento di rifiuti “in conto proprio” – non sono liberamente consentite, ma debbono essere preventivamente autorizzate;
gli adempimenti documentali per consentire il controllo delle Autorità preposte: registrazioni, documenti di trasporto, comunicazioni periodiche.
Tutte queste norme sono attualmente contenute nella Parte Quarta e, per parti-colari aspetti, nella Parte Seconda (per la valutazione dell’impatto ambientale e l’autorizzazione integrata ambientale cui sono sottoposti determinati impianti di recupero e di smaltimento) e nella Parte Sesta (per il risarcimento del danno ambientale eventualmente derivante da non corretta gestione dei rifiuti) del de-creto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante “Norme in materia ambientale” – comunemente conosciuto come “Codice ambientale” o “Testo unico sull’ambiente” – e nei relativi decreti ministeriali di attuazione.
Ai “nuovi” decreti emanati in attuazione del d.lgs. n. 152/2006 vanno però ag-giunti alcuni di quelli “vecchi” che erano emanati in base alle disposizioni legi-slative precedenti; in particolare, quelli che disciplinano:
il “regime semplificato per il recupero”: decreto ministeriale 5 febbraio 1998 e decreto ministeriale 12 giugno 2002, n. 161;
il “formulario di identificazione per il trasporto”: decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 145;
il “registro di carico e scarico”: decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 148,
tutti emanati in attuazione del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, cosid-detto “decreto Ronchi”; tali “vecchi” decreti ministeriali, infatti, restano in vigore fino all’emanazione dei nuovi corrispondenti decreti ministeriali previsti dal d.lgs. n. 152/2006.
Per “disciplina generale dei rifiuti” si intende il complesso di norme – leggi e regolamenti – finalizzate ad evirare che chi produce rifiuti, non avendo sugli stessi altro interesse che quello di sbarazzarsene nel modo per lui più comodo e meno oneroso,lo faccia in danno della qualità e del decoro dell’ambiente.

 

Tale disciplina, pertanto, contiene in primo luogo:

 

  • l’individuazione e la classificazione dei rifiuti;
  • il divieto di abbandonarli;
  • l’obbligo di detenerli in modo adeguato, non solo evitando che si disperdano, ma anche per garantirne la miglio destinazione di recupero e, in subordine, di smaltimento;
  • le autorizzazioni che è necessario avere per trasportare, recuperare e smalti-re, in una parola: gestire rifiuti, sul presupposto che, salvo casi marginali, tutte queste attività, anche quando esercitate per propri rifiuti – cosiddetto trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti “in conto proprio” – non sono liberamente consentite, ma debbono essere preventivamente autorizzate;
  • gli adempimenti documentali per consentire il controllo delle Autorità preposte: registrazioni, documenti di trasporto, comunicazioni periodiche.

 

Tutte queste norme sono attualmente contenute nella Parte Quarta e, per particolari aspetti, nella Parte Seconda (per la valutazione dell’impatto ambientale e l’autorizzazione integrata ambientale cui sono sottoposti determinati impianti di recupero e di smaltimento) e nella Parte Sesta (per il risarcimento del danno ambientale eventualmente derivante da non corretta gestione dei rifiuti) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante “Norme in materia ambientale” – comunemente conosciuto come “Codice ambientale” o “Testo unico sull’ambiente” – e nei relativi decreti ministeriali di attuazione.

Ai “nuovi” decreti emanati in attuazione del d.lgs. n. 152/2006 vanno però aggiunti alcuni di quelli “vecchi” che erano emanati in base alle disposizioni legi-slative precedenti; in particolare, quelli che disciplinano:

 

  • il “regime semplificato per il recupero”: decreto ministeriale 5 febbraio 1998 e decreto ministeriale 12 giugno 2002, n. 161;
  • il “formulario di identificazione per il trasporto”: decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 145;
  • il “registro di carico e scarico”: decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 148,

 

tutti emanati in attuazione del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, cosiddetto “decreto Ronchi”; tali “vecchi” decreti ministeriali, infatti, restano in vigore fino all’emanazione dei nuovi corrispondenti decreti ministeriali previsti dal d.lgs. n. 152/2006.

La Parte Quarta del d.lgs. n. 152/2006 e relativi regolamenti di attuazione, come s’è detto, contiene solo la “disciplina generale”, che però è quella di comune e più diffuso interesse esaurendo, nella maggioranza dei casi, le “necessità di conoscenza normativa” ai fini della gestione ordinaria dei loro rifiuti da parte delle aziende che li producono.

La regolamentazione di tutti gli aspetti relativi alla produzione, movimentazione, smaltimento e recupero di tutti i rifiuti si sviluppa in un ampio corpo di disposizioni costituito da non meno di una cinquantina di testi normativi, tra leggi, decreti e regolamenti nazionali e comunitari.

Sono disciplinati al di fuori del cosiddetto “Testo unico” segmenti tutt’altro che marginali della materia, quali:

 

  • la disciplina delle discariche (d.lgs. 13 gennaio 2003, n. 36) e
  • la disciplina degli inceneritori (d.lgs. 11 maggio 2005, n. 133),

 

nonché tutta una serie di regole particolari e com¬plementari relative alla gestione di specifiche tipologie di rifiuti, quali

 

  • gli oli minerali e sintetici usati (d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 95, per la parte ancora in vigore),
  • i veicoli fuori uso (d.lgs. 24 giugno 2003, n. 209),
  • i rifiuti sanitari (d.P.R. 15 luglio 2003, n. 254),
  • le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, cosiddetti RAEE (d.lgs. 25 luglio 2005, n. 151) e
  • le pile e gli accumulatori (d.lgs. 20 novembre 2008, n. 188).

 

Tali “regole particolari e complementari” – con relative norme di attuazione – in tutto o in parte sostituiscono, per i rifiuti cui si applicano, le regole ordinarie (e pertanto sono “regole particolari”) oppure si aggiungono a quelle in via generale fissate per tutti i rifiuti (ed in tal caso sono “norme complementari”).

Una ricognizione dettagliata della normativa vigente è riportata in appendice.

 

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