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L'obbligo di valutazione dei rischi da Stress Lavoro-Correlato

Edizione ottobre 2011

Indicazioni pratiche ed operative per la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato

prezzo 10,00

autore F. Bacchini, D. Carrettoni, M.F. Gatti e C. Galimberti

caratteristiche e-book, 68 pagine

edizione ottobre 2011 - ISBN 978-88-7577-166-9

collana Guide Pratiche e Prontuari - Vademecum

L'obbligo di valutazione dei rischi da Stress Lavoro-Correlato

Anche ad una lettura frettolosa e del tutto superficiale, la definizione contenuta nell’accordo quadro europeo sullo stress nei luoghi di lavoro, siglato nell’ottobre 2004 dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro (UNICE e CEEP), consegna agli studiosi, ma, soprattutto, agli interpreti ed agli operatori aziendali, un concetto non facile da maneggiare. Secondo tale definizione, infatti, “lo stress è una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative”. Declinato all’interno del luogo e dell’attività di lavoro, il concetto di stress così definito appare complesso, eterogeneo, problematico da inquadrare nelle tradizionali categorie concettuali di gestione del personale, assai difficile da adattare ai processi organizzativi normalmente utilizzati per valutare, eliminare o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

A questa prima e per noi decisiva considerazione, dobbiamo poi aggiungere un’ulteriore riflessione. Decisamente in linea con la definizione di cui alla lett. o) dell’art. 2, del d.lgs. n. 81/2008, secondo la quale per “salute” (sul luogo ed in occasione di lavoro) dobbiamo intendere uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un assenza di malattia o d’infermità”, la coniugazione scientifica e tecnico-operativa dello stress lavoro-correlato evidenzia, soprattutto per quel che riguarda il momento valutativo, la natura di “oggetto complesso”, transdisciplinare, che richiede in pratica e non solo in termini di dichiarazione di principio, la collaborazione di professionalità diverse tra loro – giuridica, organizzativa, psico-sociale, (pluri-)tecnica.

È proprio partendo da questo “intreccio” di conoscenze e competenze professionali insite, naturalmente e necessariamente, nella rappresentazione aziendale dello stress lavoro-correlato, nel rispetto di quanto imposto, da un lato, dalla legge e, di quanto proposto, dall’altro lato, dalle fonti scientifiche e tecniche proprie di ogni disciplina coinvolta, che abbiamo concepito la ricostruzione sistematica e la proposta metodologica, oggetto dello strumento che, per scelta od avventura, vi trovate tra le mani.

Attraverso questo strumento abbiamo inteso proporre una ricostruzione sistematica ed una proposta metodologica congegnata in termini “processuali”, in modo “unitario”, rifuggendo volontariamente (da) una più semplice, ma di certo insoddisfacente e rigida ripartizione disciplinare, che proponesse una lettura parcellizzata dello stress lavoro-correlato, separando artificiosamente le prospettive giuridica, organizzativa, psico-sociale e (pluri-)tecnica. La nostra, invece, intende essere una lettura che punta a mettere in evidenza la necessità di muoversi in modo “integrato”, funzionale all’organizzazione aziendale, in una prospettiva collettiva di tipo preventivo, evitando la settorializzazione degli approcci, il formalismo, soprattutto documentale, fine a se stesso e, nel caso di specie, la patologizzazione “a tutti i costi” del contesto, dei comportamenti che esso produce, delle misure, esclusivamente protettive, che ne discendono.

Ci ha spinto ad incamminarci su questa strada, innanzitutto l’esperienza personale, attraverso la quale abbiamo toccato con mano l’inadeguatezza e l’obsolescenza della convinzione, purtroppo ancora largamente diffusa, che la sicurezza sia esclusivamente una proprietà dei sistemi tecnici, intesi in senso volutamente ampio e, dunque, anche quelli psicologici e sociali o medici, oppure costituisca l’inevitabile risultato dell’applicazione automatica di norme e regolamenti. Soluzioni adeguate di tipo tecnico e rispetto delle normative sono certo premesse da cui non si può prescindere per la direzione e la conduzione in sicurezza e salubrità dei processi lavorativi; da sole, però, esse non bastano a garantire risultati soddisfacienti.

Da qui la convinzione che poichè sicurezza è sapere-in-azione, conoscenza oggettivata e codificata in saperi disciplinari e pratiche professionali, di cui sono primi depositari gli operatori stessi, ogni iniziativa avente ad oggetto la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, quindi anche gli interventi valutativo-conoscitivi e, soprattutto, quelli preventivi e protettivi, concernenti lo stress lavoro-correlato, richieda un approccio integrato che metta in gioco appunto competenze giuridico-organizzative, economiche, (pluri-)tecniche e psico-sociali.

E in ciò, ne siamo convinti, risiede la spinta innovativa dell’approccio che vogliamo proporre con questo strumento: coltivare l’idea che la sicurezza sul lavoro, la salute dei lavoratori, costituisca una forma di expertise organizzativa costruita a partire dal sapere in azione prodotto da tutti i gruppi professionali attivi all’interno dell’azienda, intesa sì come sistema culturale complesso, ma pronto ad aprirsi alla conoscenza e alla trasformazione a fronte di un adeguato dispiegamento di mezzi conoscitivi giocati all’interno di una prospettiva integrata, rispettosa appunto di tale complessità.

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