Agro-energia in Veneto. Incentivi per una filiera rispettosa dell'ambiente

Biomasse: la Regione Veneto finanzia i nuovi impianti
Al via la “seconda fase” del programma straordinario di intervento per l'attuazione della direttiva nitrati nel Veneto.
di M. Fiorese

Il Dgr 398 del 24 febbraio 2009 ha, infatti, aperto i termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse per la realizzazione degli impianti di carattere aziendale, ma anche e soprattutto interaziendale e consortile, finalizzati alla creazione di filiere agro-energetiche in grado di assicurare il rispetto dell'ambiente e delle risorse idriche senza penalizzare il mondo dell'agricoltura.

La Regione Veneto ha già previsto inizialmente circa 100 milioni di euro complessivi (risorse sia regionali sia europee), che andranno ad aggiungersi agli oltre 40 milioni già stanziati, per il co-finanziamento dei progetti che saranno presentati. Progetti che andranno a costituire un vero e proprio parco progetti effettivamente cantierabili, che la Regione attende numerosi stante l'interesse già dimostrato da parte di multiutility e società pubbliche, associazioni di produttori del settore avicolo, bovino e suinicolo, consorzi di bonifica ed enti locali. Infatti, mentre alcune imprese zootecniche venete, contraddistinte da maggiori dimensioni economiche ed aziendali, sono state in grado di realizzare (ovvero di avviare la realizzazione) dei necessari impianti per la trasformazione e la valorizzazione dei reflui zootecnici propri, continua sostanzialmente a mancare il concreto avvio degli impianti consortili e/o societari di carattere interaziendale, eventualmente partecipati dagli stessi produttori zootecnici, finalizzati a valorizzare/trasformare l'azoto zootecnico di una pluralità di aziende ubicate nel medesimo distretto produttivo.

Le motivazioni di questo ritardo sono relativamente semplici: da un lato i produttori zootecnici se non hanno la certezza della realizzazione dell'impianto in tempi sufficientemente brevi non se la sentono di impegnarsi, magari per più anni, nel conferimento delle proprie biomasse aziendali; dall'altro canto gli imprenditori e/o i manager pubblici – in assenza di certezze sulla quantità e qualità dei conferimenti – hanno comprensibili difficoltà ad avviare nel concreto l'investimento progettato. Da non trascurare, infine, le frequenti perplessità sull'inquadramento giuridico degli impianti in relazione alle definizione legislativa del prodotto oggetto di valorizzazione (sottoprodotto o rifiuto) nonché le possibili contestazioni al sito prescelto per la realizzazione del manufatto da parte dei confinanti e viciniori.

Per superare l'empasse, che rischia di trasformarsi quasi in un “circolo vizioso” tale da impedire qualsiasi concreta ulteriore valorizzazione dei reflui zootecnici, con il conseguente rischio di disattendere a quanto previsto dalla direttiva 91/676/CE, la Giunta Regionale ha ritenuto necessario procedere alla raccolta delle manifestazioni di interesse di tutti i soggetti pubblici e/o privati che sono interessati a stipulare contratti di filiera per il conferimento, agli impianti dai medesimi gestiti, di biomasse zootecniche prodotte nel Veneto e che intendono gestire il “problema dell'azoto” con un approccio integrato di sistema.
Al fine di consentire ai produttori zootecnici che non abbiano ancora stipulato contratti di filiera di valutare (in base alla localizzazione, alle diverse caratteristiche degli impianti ed alle condizioni economiche proposte) l'opportunità di aderire a talune delle iniziative in programma, la Giunta Regionale provvederà a pubblicizzare i contenuti di tutte le manifestazioni di interesse valutate favorevolmente.

La fase di pubblicizzazione delle manifestazioni di interesse ritenute ammissibili potrà così consentire una sottoscrizione “consapevole” di contratti di filiera da parte delle imprese zootecniche che non vi avessero ancora provveduto.

Nel Parco progetti regionale potranno ovviamente rientrare oltre che le iniziative di carattere interaziendale promosse dalle imprese private (aziende associate, società, consorzi, ecc.), anche le eventuali iniziative promosse e/o partecipate dagli enti locali, aziende, istituzioni ed altri enti pubblici, che saranno suddivise in relazione alla figura del proponente nonché alle eventuali linee di finanziamento utilizzabili per realizzare l'intervento.

Condizione indispensabile per il finanziamento delle iniziative risulta l'“approccio integrato di sistema” ovvero la circostanza che le iniziative, attraverso la formalizzazione di appositi percorsi di filiera o contratti societari, permettano di gestire - in modo corretto sotto il profilo ambientale - l'intero “ciclo dell'azoto” contenuto nell'effluente zootecnico, dal momento della sua produzione nell'allevamento al momento in cui, dopo una idonea trasformazione/valorizzazione, ritorna sul suolo, nelle acque e nell'aria.

Il principale strumento finanziario di cui si avvale la seconda fase del Programma straordinario nitrati è costituito dal Fondo di rotazione per le agrienergie, di cui all'articolo 58 ter della L.r. n. 40/2003. Si tratta di un Fondo rotativo dedicato agli impianti alimentati da biomassa e destinati alla produzione elettrica e termica, istituito presso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo s.p.a..

Possono beneficiare degli interventi del Fondo di rotazione per le agrienergie , oltre che le imprese agricole e forestali, anche le imprese industriali che esercitano la loro attività per la produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, limitatamente allo sfruttamento delle biomasse di derivazione agricola, zootecnica, silvicolturale o agroindustriale. Per gli investimenti realizzati attraverso il Fondo di rotazione, il tasso di base dell'aiuto è pari al sessanta per cento della spesa ammissibile (elevabile all'ottanta per cento) riferita al sovraccosto dell'investimento (ovvero la differenza di costo tra l'impianto alimentato a fonte rinnovabile ed un analogo impianto alimentato a fonte fossile).

Sono considerate ammissibili al finanziamento le spese che rientrano nelle tipologie previste non superiori a 7.000.000,00 di euro per le imprese industriali ed a 2.000.0000,00 di euro per le imprese agricole.

Il Fondo di rotazione eroga a favore delle imprese finanziamenti in conto capitale soggetti a rimborso entro dieci anni, con la corresponsione di un interesse determinato in base alle vigenti disposizioni.

La restituzione delle quote finanziate decorre dall'annualità successiva a quella di erogazione del beneficio.

Le quote di capitale risultanti dalla restituzione delle annualità confluiscono nella dotazione del Fondo e costituiscono disponibilità da impegnare a favore di ulteriori beneficiari. La procedura di notifica in materia di aiuti di Stato, presso la Direzione Concorrenza della Commissione Europea (Aiuto di stato n. 727/2007), è in corso di definitiva, favorevole, conclusione. Gli attuali riferimenti normativo-applicativi sono costituiti dalla deliberazione CR n. 106/2006 e successive modifiche ed integrazioni, nonché dalla “nuova disciplina comunitaria” in materia di aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente (2008/C 82/01).

Sempre nell'ambito della seconda fase del Programma straordinario verrà promosso l'utilizzo, da parte delle imprese agricole, delle garanzie fideiussorie offerte dell'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA). In particolare, la Società Gestione Fondi per l'Agroalimentare S.r.l. (SGFA), società unipersonale, con capitale 100% di ISMEA, interviene con fideiussioni e garanzie, per investimenti in acquisto di macchinari e attrezzature, nella misura massima del 70 % dell'importo erogato dall'Istituto di credito, nel limite di 1 milione di euro per le micro e piccole imprese e di 2 milioni di euro per le medie imprese che risultino prive delle garanzie sufficienti.

Soprattutto nelle aree territoriali e/o per le filiere che risulteranno prive di proposte e/o progettualità private e/o pubbliche, ovvero in presenza di tecnologie di particolare valenza innovativa ed ambientale, la Regione si riserva di concorrere direttamente, o per il tramite di società dalla medesima partecipate, alla costituzione dell'impresa che realizzerà e gestirà l'impianto di valorizzazione dei reflui zootecnici.

La documentazione necessaria alla presentazione della manifestazione di interesse è riportata in allegato a fine di questa pagina.

Per approfondire



Le fonti rinnovabili e la certificazione energetica
a cura di Marco Fiorese

Edizione agosto 2007
ISBN 978-88-7577-048-8