Stress Lavoro-Correlato
autore: Francesco Bacchini
caratteristiche: formato 17 x 24 cm 32 pagine circa
edizione: febbraio 2011 ISBN 978-88-7577-114-0
collana: Guide pratiche e Prontuari - Vademecum
prezzo: Euro 15,00 (+ Euro 5,00 per la spedizione)
Il primo – principale e fondamentale – obbligo del datore di lavoro è provvedere (o far provvedere in suo nome) alla valutazione dei rischi ed alla redazione del relativo documento (art. 17, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 81/2008). L’art. 28, comma 1, del d.lgs. n. 81/2008, specifica quali rischi devono essere considerati in sede di valutazione. In termini generali, viene prescritto di considerare “tutti i rischi”, ivi compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari”, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi, nonché quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. Per definire lo stress lavoro-correlato e delimitare i rischi lavorativi di chi vi è esposto, il legislatore richiama espressamente l’Accordo europeo sullo stress nei luoghi di lavoro, siglato, nell’ottobre del 2004, dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro europei. L’Accordo europeo, volontariamente non incluso in una direttiva, è stato recepito dalle organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dalle organizzazioni sindacali italiane tramite apposito accordo collettivo interconfederale, in data 9 giugno 2008. L’Accordo citato, assume così, seppur indirettamente, forza di legge, divenendo parametro obbligatorio di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato. Con il “decreto correttivo” (d.lgs. n. 106/2009), il legislatore, giudicando, con tutta probabilità, troppo astratto e non sufficientemente dettagliato il modello fornito dall’Accordo europeo al fine di una effettiva valutazione, ha introdotto il comma 1-bis all’art. 28 di cui sopra, in forza del quale la valutazione dello stress lavoro-correlato viene vincolata al rispetto delle indicazioni elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro; si tratta, come tutti sanno, di un organo tripartito presieduto dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali nel quale si trovano rappresentate le Amministrazioni centrali competenti in materia, le Regioni e le parti sociali. Con qualche giorno di anticipo sulla scadenza del termine, il 17 novembre 2010, sono state approvate, in base al combinato disposto degli artt. 6, comma 8, lettera m-quater), e 28, comma 1 bis, del d.lgs. n. 81/2008, le indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro sulla valutazione dei rischi da stress lavorativo. Le indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, unitamente all’Accordo europeo del 2004 recepito con Accordo interconfederale del 2008, forniscono le indicazioni e i criteri sulla base dei quali il datore di lavoro deve procedere a valutare i rischi collegati allo stress lavoro-correlato.
Edizione luglio 2010
– ISBN 978-88-7577-114-0 per leggere gli articoli dei nostri autori in materia di SicurezzaPer acquistare
VIsualizza i Testi correlati
Consulta gli
Snack Sicurezza