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Codice delle leggi per la tutela delle Risorse Idriche

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autore : Luca Passadore
caratteristiche : formato 15,8 x 22 cm, 564 pagine
edizione : ottobre 2010 - ISBN 978-88-7577-128-7
collana : Codici - Collectio iuris
prezzo : Euro 35,00 (+ Euro 5,00 per la spedizione)

Il codice riporta, debitamente annotata e coordinata, la normativa statale di uso corrente per enti, imprese e professionisti del settore ambientale. Vengono presentate, in particolare, sia le norme generali e di organizzazione in materia di tutela, gestione e qualità delle acque, che quelle particolari e complementari presentando i provvedimenti nel loro testo vigente.

L’attenta selezione delle fonti e l'annotazione, particolarmente rigorosa nella ricostruzione dei collegamenti tra le diverse norme in tema di acque, garantiscono la completezza del quadro normativo.

Disciplina Nazionale in materia di Tutela e Gestione delle Acque

Con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, cosiddetto “Testo Unico Ambientale”, emanato in esecuzione della delega di cui alla legge 15 dicembre 2004, n. 308, è stata rivista e complessivamente riorganizzata praticamente tutta la normativa nazionale di base per la tutela dell’ambiente dalle principali forme di inquinamento.
In materia di tutela delle acque il decreto ha recepito la direttiva 2000/60/CE, la direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue e la direttiva 91/676/CEE sulla protezione delle acque dai nitrati di origine agricola.
Con la Direttiva 2000/60/CE Water Framework (WFD) l’approccio alla tutela delle acque si sviluppa in funzione dell’effettiva capacità di carico degli ecosistemi fluviali al fine di garantire la presenza di “comunità biologiche ampie e ben diversificate”, attraverso la tutela integrata sia qualitativa che quantitativa. Alla direttiva è stata data attuazione in Italia con la parte terza del decreto legislativo n. 152/2006, modificato con decreto legislativo n. 284/2006 e con decreto legislativo n. 4/2008; il decreto fissa gli obiettivi di qualità ambientale ed a specifica destinazione. Un ruolo decisivo nella realizzazione degli obiettivi del decreto spetta alle Regioni cui è affidato il monitoraggio della qualità e della quantità delle acque e la predisposizione del Piano di Tutela delle Acque (PTA), cioè dello strumento di pianificazione delle azioni e misure di intervento per il miglioramento dello stato delle acque in applicazione dell’art. 121 del decreto legislativo n. 152/2006.

Per il raggiungimento degli obiettivi il decreto prevede specifici strumenti (art. 73 comma 2):

  • l’identificazione dei corpi idrici significativi;
  • il monitoraggio dei corpi idrici significativi;
  • la classificazione dei corpi idrici sulla base dei dati di monitoraggio;
  • la zonizzazione del territorio con conseguenti gradi diversi di tutela e specifiche misure (aree sensibili, zone vulnerabili da nitrati di origine agricola e da prodotti fitosanitari, aree di salvaguardia per la tutela delle risorse destinate alla produzione di acqua potabile;
  • definizione delle misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale e a specifica destinazione;
  • redazione ed attuazione del Piano di Tutela delle Acque (art. 121).

Per attuare gli obiettivi come enti competenti sono individuate le Regioni.

La parte terza del decreto sostituisce il precedente decreto legislativo n. 152/1999, la legge. n. 183/1989 relativa alla difesa del suolo e la legge n. 36/1994 relativa al ciclo idrico integrato (“Legge Galli”). Per definire il quadro normativo relativo alla tutela delle acque vanno considerati inoltre:

  • Il decreto legislativo n. 99/1992 relativo allo smaltimento dei fanghi da depurazione in agricoltura;
  • il decreto ministeriale n. 367/2003 sulle sostanze pericolose (in parte sostituito con la tab. 1/A allegato 1 decreto legislativo n. 152/2006 ed oggi superato con il decreto minsteriale n. 56/2009);
  • il decreto ministeriale n. 185/2003 sul riuso delle acque (decreto attuativo del D.lgs. n. 152/1999);
  • la legge n. 61/1994 relativa all’istituzione delle Agenzie Ambientali (sistema APAT/ARPA/APPA);
  • il decreto legge n. 112/2008 convertito con legge n. 133/2008: APAT (Agenzia Nazionale di Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici) è stata trasformata in ISPRA.

Il quadro normativo nazionale di riferimento si completa con i seguenti decreti di carattere tecnico:

  • decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano.
  • decreto ministeriale 12 giugno 2003 n. 185, recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue (emanato ai sensi del decreto legislativo n. 152/1999).
  • decreto legislativo 30 maggio 2008 n. 116, attuazione della Direttiva 2006/7/CE sulla qualità delle acque di balneazione.
  • decreto ministeriale 16 giugno 2008, n.131, recante i criteri tecnici per la caratterizzazione dei corpi idrici.
  • decreto legislativo 16 marzo 2009 n. 30, sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento.
  • decreto ministeriale 14 aprile 2009, n. 56, che definisce criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l’identificazione delle condizioni di riferimento.
  • decreto ministeriale 17 luglio 2009 Individuazione delle informazioni territoriali per lo scambio dei dati per gli obblighi comunitari.

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Edizione ottobre 2010 - ISBN 978-88-7577-128-7

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Allegati:

  • Sommario "Codice delle leggi per la tutela delle Risorse Idriche" 2010
 
 
 

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