Igiene e Sicurezza sul Lavoro

Contenuto e portata del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, cd. nuovo "Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro", che ha dato attuazione all'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123.
di F. Bacchini

Con il decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 - Supplemento Ordinario n. 108, si conclude (chissà? Come è noto, la legge di delega attribuisce al Governo la possibilità di adottare entro un anno disposizioni integrative e correttive) un iter normativo finalizzato al riassetto e alla riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro durato oltre trent'anni.

Il provvedimento normativo è certo voluminoso, essendo costituito da 306 articoli, suddivisi in 12 Titoli e 51 Allegati, che possono essere così sinteticamente riassunti:

Titolo I
È il cuore del provvedimento normativo e consta di 61 articoli e 4 Allegati (I, II, IIIA e IIIB); in questo Titolo, notevolmente complesso, sono disciplinate:

  • al Capo I, le disposizioni generali, comprendenti il lungo elenco delle definizioni;
  • al Capo II, le norme relative al sistema istituzionale;
  • al Capo III, la gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro, declinata in otto Sezioni, inerenti le misure di tutela e gli obblighi, la valutazione dei rischi, il servizio di prevenzione e protezione, la sorveglianza sanitaria, la gestione delle emergenze, la formazione-informazione-addestramento, la consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori, la documentazione tecnico amministrativa e statistiche degli infortuni e delle malattie professionali;
  • al Capo IV, da ultimo, le disposizioni penali.

Titolo II
Contiene la disciplina delle misure di sicurezza dedicate ai "luoghi di lavoro". È costituito da 7 articoli (dall'art. 62 all'art. 68) ed è corredato da un Allegato, il IV, relativo ai "Requisiti dei luoghi di lavoro".
In sostanza, il Titolo II ed il relativo Allegato IV, riprendono e sostituiscono:

  • il Titolo II del d.lgs. n. 626/1994 ("Luoghi di lavoro");
  • intere parti o singoli articoli del d.P.R. n. 547/1955 e del d.P.R. n. 303/1956, disciplinanti le prescrizioni ed i requisiti minimi per gli ambienti di lavoro.

Titolo III
È uno dei titoli più innovativi in quanto riunisce tre materie che in precedenza erano disciplinate in testi normativi diversi; esso consta di 18 articoli (69-87) suddivisi in 3 Capi e di 5 Allegati (V-IX) e riguarda:

  • l'uso delle "attrezzature di lavoro", materia già disciplinata dal Titolo III del d.lgs. n. 626/1994;
  • l'uso dei "dispositivi di protezione individuale", ai quali invece il decreto del 1994 dedicava un apposito autonomo Titolo, il quarto, e
  • l'uso degli "impianti e apparecchiature elettriche", la cui disciplina è per lo più derivata dal d.P.R. n. 547/1955.

Titolo IV
Anche questo Titolo, relativo ai cantieri temporanei o mobili, riunisce la disciplina di più testi normativi oramai abrogati:

  • il Capo I, relativo alle "misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili", riprende la struttura e in parte le norme dell'abrogato d.lgs. 494/1996, mentre
  • il Capo II, relativo alle "norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e nei lavori in quota", rinnova la disciplina del d.P.R. n. 164/1956 e riprende gli articoli dal 36-bis al 36-quinquies del d.lgs. n. 626/1994; esso consta di 72 articoli e 14 Allegati (X-XXIII), nei quali trova posto, in particolare, la disciplina di cui al d.P.R. n. 222/2003, concernente il "Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dell'articolo 31, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109", quindi implicitamente abrogato.

Titolo V
Contiene le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, le quali non sono però applicate alla segnaletica impiegata per regolare il traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo ed aereo.
Sostituisce il d.lgs. n. 493/1996, che disciplinava la medesima materia, essendo "Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro".
È costituito da 6 articoli (dall'art. 161 all'art. 166) ed è corredato da 9 Allegati.

Titolo VI
Costituito da 5 articoli (dall'art. 167 all'art. 171) e corredato da un Allegato (XXXIII), disciplina la "Movimentazione manuale dei carichi" e sostituisce integralmente il Titolo V del d.lgs. n. 626/1994, che disciplinava la medesima materia.

Titolo VII
Costituito da otto articoli (dall'art. 172 all'art. 179) e corredato da un Allegato (XXXIV), sostituisce, senza particolari variazioni, il Titolo VI del d.lgs. n. 626/1994, che aveva ad oggetto "Uso di at-trezzature munite di videoterminali".

Titolo VIII
Riunisce le disposizioni riguardanti i rischi di esposizione ai diversi tipi di agenti fisici, solo in parte già disciplinate dall'ultima versione del d.lgs. n. 626/1994.
Consta di ben 41 articoli (artt. 180-220) e 3 Allegati (XXXV-XXXVII) ed è dedicato:

  • il Capo I, alle disposizioni generali;
  • il Capo II, è dedicato al rumore;
  • il Capo III, alle vibrazioni meccaniche;
  • il Capo IV, ai campi elettromagnetici;
  • il Capo V, totalmente nuovo, alle radiazioni ottiche artificiali;
  • il Capo VI, alle sanzioni.

Titolo IX
Contiene le disposizioni riguardanti la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare dall'esposizione a sostanze pericolose e consta di 45 articoli (artt. 221-265) e 6 Allegati (XXXVIII-XLIII).
È suddiviso in tre Capi:

  • Capo I, "Protezione da agenti chimici" (corrisponde al Titolo VII-bis del d.lgs. n. 626/1994, in-trodotto dal d.lgs. n. 25/2002, di attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e la sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro);
  • Capo II, "Protezione da agenti cancerogeni e mutageni" (corrisponde al Titolo VII sempre del d.lgs. n. 626/1994, così sostituito dal d.lgs. n. 66/200, di attuazione delle direttive 97/42/CE e 99/38/CE che modificano la direttiva 90/394/CE in materia di protezione di lavoratori contro i rischi derivanti da esposizioni ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro);
  • Capo III, "Protezione dai rischi connessi all'esposizione ad amianto" (corrisponde alle disposizioni di cui al d.lgs. n. 257/2006, di attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione all'amianto dei lavoratori durante il lavoro);
  • Capo IV, "Sanzioni".

Titolo X
Consta di 20 articoli (artt. 266-286) e 5 Allegati (XLIV-XLVIII).
È dedicato alla "Esposizione ad agenti biologici" e corrisponde, senza variazioni, a parte i riferimenti legislativi aggiornati in materia di microrganismi geneticamente modificati (MGM), al Titolo VIII del d.lgs. n. 626/1994, di attuazione della direttiva 90/679/CEE relativa alla protezione di lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione agli agenti biologici durante il lavoro.

Titolo XI
È dedicato alla "Protezione da atmosfere esplosive" e corrisponde, senza variazioni, al Titolo VIII-bis del d.lgs. n. 626/1994, introdotto dall'articolo 2 del d.lgs. n. 233/2003, che ha recepito la direttiva 99/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della salute e sicu-rezza dei lavoratori esposti a rischio di atmosfere esplosive; consta di 11 articoli (artt. 287-297) e 3 Allegati (XLIX-LI).
Rimane in vigore il d.P.R. 302/1956 sulla prevenzione dai rischi connessi alla produzione ed all'impiego di esplosivi, richiamato espressamente dall'art. 306, comma 1.

Titolo XII
Consta di 6 articoli (art. 298-303) e

  • contiene disposizioni in materia penale e di procedura penale, riformulando, in particolare, il testo dell'art. 25-septies del d.lgs. n. 231/2001;
  • permette di applicare alle contravvenzioni di questo decreto le disposizioni dell'art. 20 e seguenti del d.lgs. n. 758/94 e
  • permette la sostituzione della pena dell'arresto con quella dell'ammenda per le contravvenzioni punite da tal decreto con la sola pena dell'arresto;.

Titolo XIII
Contiene le disposizioni finali ed in particolare enuncia espressamente le abrogazioni e l'entrata in vigore differita di singoli provvedimenti.

Contenuto e portata del decreto
Come si evince dalla sintesi del contenuto dei vari Titoli, di ampissima portata normativa in quanto aventi ad oggetto gran parte degli ambiti giuridico-antinfortunistici disciplinati dalle direttive europee, la finalità del d.lgs. n. 81/2008, in ottemperanza ai principi di cui al comma 2 dell'art. 1 della legge n. 123/2007, contenente la cosiddetta delega sulla sicurezza del lavoro, è realmente quella del riordino, del coordinamento, della riorganizzazione, dell'abrogazione (all'art. 304 vengono espressamente abrogati non pochi e non irrilevanti provvedimenti normativi a partire dai quali era stata, un tempo, costruita la legislazione antinfortunistica e prevenzional-protettiva: su tutti, i decreti presidenziali del 1955-56, rispettivamente n. 547 e n. 303), nonché, in molti casi, della revisione, della ridefinizione, della novazione, dell'implementazione (con il recepimento di un'ulteriore direttiva europea: la direttiva 2006/25/CE del 5 aprile 2006 concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dalle radiazioni ottiche) della vigente legislazione posta, nell'arco di sessant'anni, a (stratificato e disordinato) presidio della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.

Tuttavia il d.lgs. n. 81/2008, nonostante attui la delega per il riordino della legislazione in materia di sicurezza sul lavoro, di cui all'art. 1 della legge 123/2007, non è un Testo Unico.

Non è un Testo Unico, innanzitutto, in quanto, a dispetto dell'ampiezza della delega stessa (che non poneva al legislatore delegato alcun limite al sottoambito normativo interessato al riassetto e alla riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di la-voro), nonché contrariamente all'espresso, ma sibillino, riferimento contenuto all'art. 1 del nuovo provvedimento, ad "un unico testo normativo" (ma non ad un "testo unico"), non disciplina affatto interamente la materia, perdurando alcuni settoriali, seppur consistenti, ambiti normativi autonomi (legislazione in materia di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione, a cielo aperto o sotterranee, d.lgs. n. 624/1996 e nelle miniere e cave d.P.R. n. 128/1959), ma, soprattutto, rimanendo in vita talune disposizioni di portata generale, come, ad esempio, quelle relative alla tutela della salute della lavoratrice gestante e puerpera (Capo II, d.lgs. n. 151/2001), oppure quelle relative alla tutela in caso di prestazioni di lavoro notturno (art. 14, d.lgs. n. 66/2003).

Non si tratta, dunque, di una nuova "rivoluzione copernicana" della materia, bensì, più semplicemente, di una evoluzione normativa, in larga parte vincolata dalle direttive comunitarie, da cui in larghissima parte discende, attuata nel solco profondo segnato dal d.lgs. n. 626/1994 e più recen-temente dalla legge n. 123 del 3 agosto 2007.

Non vi è dubbio, infatti, che i titoli da II a XI, rappresentino, con maggiori (ad esempio il Titolo III, relativo all'uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, nel quale confluiscono, oltre al Titolo III e IV del d.lgs. n. 626/1994, anche parte del d.P.R. n. 547/1955, o il Ti-tolo IV, relativo ai cantieri temporanei e mobili, nel quale confluiscono il d.lgs. n. 494/1996 e gran parte del d.P.R. n. 164/1956) o minori (ad esempio il Titolo V sulla segnaletica di sicurezza, nel quale confluisce il d.lgs. n. 493/1996 o il Titolo VII sulle attrezzature munite di videoterminale nel quale confluisce il Titolo VI del d.lgs. n. 626/1994) difficoltà di riordino, coordinamento, riassetto, poco più della trasposizione aggiornata di titoli del previgente d.lgs. n. 626/1994 o di altri provvedimenti normativi a quest'ultimo collegati o da quest'ultimo discendenti.

Cionondimeno, il d.lgs. n. 81/2008, attuativo della delega di cui all'art. 1, della legge n. 123/2007, contiene, soprattutto nel Titolo I, dedicato ai principi comuni, ovvero alle disposizioni generali, ai precetti sistematici, per quanto all'interno del consolidato schema proprio del Titolo I del d.lgs. n. 626/1994, alcune novità di non poco momento, capaci di produrre un forte impatto nell'organizzazione dei processi produttivi e del lavoro ad essi necessario, modificando in modo assai significativo il complessivo adempimento dell'obbligo, ovvero del dovere di sicurezza sul lavoro.

Per approfondire:

Testo Unico sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

Il Testo Unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro
a cura di Francesco Bacchini
I° Ed. ristampa agg. settembre 2008
ISBN 978-88-7577-067-9