Legge n.125/2015 "Enti territoriali”

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Legge n.125/2015 "Enti territoriali”

Le disposizioni ambientali nella conversione, con modificazioni, del D.L. n. 78/2015, recante “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali”

26 agosto 2015

Nella GU n. 188 del 14 agosto 2015 è stata pubblicata la legge 6 agosto 2015, n.125, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali.

Il decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78 recava un articolato intervento in diversi settori di interesse per gli Enti territoriali: dal Patto di stabilità interno al pagamento dei debiti commerciali ed all'assegnazione di risorse a compensazione dei gettiti IMU e Tasi, cui si aggiungono, inoltre, ulteriori misure in materia di personale delle province e per i servizi per l'impiego, nonché disposizioni per accelerare la ricostruzione in Abruzzo ed in favore di altre zone colpite da calamità naturali. 


In materia ambientale la legge 6 agosto 2015, n. 125 di conversione con modificazioni del d.l. n. 78/2015 ha portato le seguenti novità:

  • il comma 16-bis e ter dell'articolo 11, recano rispettivamente: il primo, una modifica alla disciplina in materia di gestione dei rifiuti, relativamente in particolare alle definizioni di "produttore di rifiuti", "raccolta" e "deposito temporaneo" per adeguarla a una recente interpretazione della Corte di Cassazione (n. 5916/2015), in ordine ad una vicenda che interessa i cantieri navali di Monfalcone gestiti da Fincantieri; il secondo (che riproduce l'articolo 2 del decreto-legge n. 92 del 2015, trasformando così definitivamente in legge una disposizione che avrebbe potuto cadere per mancata conversione vista la pausa estiva) alcune modifiche alla disciplina transitoria riguardante i procedimenti per il rilascio o l'adeguamento dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA), al fine di consentire la prosecuzione dell'esercizio delle installazioni, nelle more della chiusura dei procedimenti autorizzativi da parte delle competenti autorità regionali.
  • il comma 9-ter. dell’articolo 7: allo scopo di favorire la corretta  gestione dei Centri di raccolta comunale per il conferimento dei rifiuti presso gli impianti di destino, nonché per l’idonea classificazione dei rifiuti, nelle more dell’adozione, da parte della Commissione europea, di specifici criteri per l’attribuzione ai rifiuti della caratteristica di pericolo HP 14 “ecotossico”, tale caratteristica viene attribuita secondo le modalità dell’Accordo europeo relativo al trasporto  internazionale  delle  merci  pericolose  su  strada (ADR) per la classe 9 – M6 e M7.

 

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Rispetto quindi la normativa vigente  la legge n.125/2015 di conversione, con modificazioni, del d.l. n. 78/2015 ha apportato le seguenti modifiche ed integrazioni:

 

  • nel testo del d. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152: le lettere f), o) e bb) del comma 1 dell'art. 183 sono state modificate dalle disposizioni dell’art 11, comma 16-bis,
  • nel testo del d. Lgs. 4 marzo 2014, n. 46: il comma 3 dell'art. 29, è stato sostituito dell’art 11, comma 16-ter,

 

Si riportano di seguito i testi corretti vigenti delle disposizioni modificate o sostituite del Codice ambientale del 2006 - decreto legislativo n. 152 -  e del d. Lgs. 4 marzo 2014, n. 46, con in grassetto le modifiche o sostituzioni introdotte.

 

Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
Norme in materia ambientale

Parte Quarta
Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati

Titolo I

Gestione dei rifiuti

articolo 183

Definizioni 

1. Ai fini della parte quarta del presente decreto e fatte salve le ulteriori definizioni contenute nelle disposizioni speciali, si intende per:

(omissis)

f) «produttore di rifiuti»: il soggetto la cui attività produce rifiuti e il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti (nuovo produttore);

o) «raccolta»: il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito preliminare alla raccolta, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta di cui alla lettera «mm», ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento;

(omissis)

bb) «deposito temporaneo»: il raggruppamento dei rifiuti e il deposito preliminare alla  raccolta  ai  fini  del  trasporto di detti rifiuti in un impianto di trattamento, effettuati, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti,  da  intendersi  quale  l’intera area in cui si svolge l’attività che ha determinato la  produzione  dei  rifiuti o, per gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile , presso il sito che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa agricola, ivi compresi i consorzi agrari, di cui gli stessi sono soci, alle seguenti condizioni:

 (omissis)

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Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46
Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali
(prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento)

articolo 29

Disposizioni transitorie

(omissis)

3. L’autorità competente conclude procedimenti  avviati  in  esito alle istanze di cui al comma 2, entro il 7 luglio 2015. In ogni caso, nelle more della conclusione dei procedimenti, le installazioni possono  continuare l’esercizio in base alle autorizzazioni previgenti, se del caso opportunamente aggiornate a cura delle autorità che le hanno rilasciate, a condizione di dare piena attuazione, secondo le tempistiche prospettate nelle istanze di cui al comma 2, agli adeguamenti proposti nelle predette istanze, in quanto necessari a garantire la conformità dell’esercizio dell’installazione con il titolo III-bis della parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.

(omissis)

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