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Riorganizzazione dell'Albo Gestori ambientali

Primi commenti al decreto 3 giugno 2014, n. 120 di riorganizzazione dell'Albo

3 settembre 2014

estratto da "Il Testo Unico Ambientale e norme complementari" ed. 2014 di Luca Passadore ed altri.


L’articolo 212, comma 15, del d.lgs. n. 152/2006, come riformulato dal d.lgs. n. 205/2010, pre­vede che «con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti e dell’e­co­nomia e delle finanze, sentito il parere del Comitato nazionale» si sarebbe dovuto provvedere («entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore [non] della parte quarta del presente decreto» n. 152/2006, bensì dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 205/2010 e quindi entro il 25 marzo 2011) alla riorganizzazione dell’Albo, definendo «le attribuzioni e le modalità organizzative dell’Albo, i requisiti tecnici e finanziari delle imprese, i requisiti dei responsabili tecnici delle medesime, i termini e le modalità di iscrizione, i diritti annuali d’iscri­zione».

Peraltro, per espressa disposizione del medesimo comma, «fino all’a­do­zione del predetto de­creto, continuano ad appli­carsi, per quanto compatibili, le disposizioni del decreto del Ministro dell’ambiente 28 aprile 1998, n. 406», a suo tempo emanato in attuazione dell’articolo 30, comma 6, del d.lgs. n. 22/1997, nonché le «deliberazioni del Comitato nazionale dell’Albo».

Il regolamento di riorganizzazione dell’Albo di cui sopra, è stato di recente adottato con il decreto 3 giugno 2014, n. 120, che  ha definito le attribuzioni e le modalità di organizzazione dell'Albo nazionale dei gestori ambientali, i requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, i termini e le modalità di iscrizione ed i relativi diritti annuali.

Il Dm 120/2014 ha confermato quel processo di semplificazione e di ammodernamento che l’Albo aveva già in parte avviato seppur limitatamente alle previsioni normative del precedente Regolamento.

Le novità di riorganizzazione rispondono a quei principi di semplificazione e snellimento delle procedure burocratiche che da più parti erano richieste, non solo dalle imprese e dalle loro organizzazioni di categoria, ma anche dalla pubblica amministrazione stessa.

Fermo restando che alcune novità saranno immediatamente operative all’entrata in vigore del Decreto, altre necessitano di provvedimenti deliberativi del Comitato Nazionale per la loro applicazione, nel concreto, le principali modifiche si possono sintetizzare nei punti seguenti. 


RIORDINO DELLE CATEGORIE DI ISCRIZIONE

L’art. 8 riporta tutte le attività di gestione dei rifiuti per le quali è richiesta l’iscrizione.

In esso sono elencate anche le categorie che il legislatore ha introdotto tra le competenze dell’Albo con provvedimenti successivi; si pensi ai trasporti transfrontalieri piuttosto che alla gestione dei centri di raccolta dei rifiuti urbani o agli operatori di apparecchiature elettriche e elettroniche. 

Non compaiono più le categorie 2 e 3, abrogate di fatto con il Dlgs 205/2010, ma che comunque rimarranno valide e efficaci fino alla loro naturale scadenza come disposto dall’art. 26 comma 2 – Disposizioni transitorie.

Inoltre, è prevista una semplificazione di adempimenti a carico delle imprese precvedendo l’accorpamento di alcune categorie di trasporto in una unica iscrizione pur con i limiti previsti dall’art. 8 commi 2 e 3.

Infine, il Comitato può “individuare specifiche e singole attività rientranti nell’ambito delle categorie d’iscrizione normandole in sottocategorie”, oltre a “individuare le classi sulla base della quantità annua di rifiuti complessivamente gestita”

Viene immediato il riferimento alla Raccolta e trasporto di rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, il cui parametro di riferimento non può essere esclusivamente la popolazione servita, bensì la presenza o meno di aree verdi nell’ambiente urbano e la relativa estensione che ne determinano le quantità prodotte. 


REQUISITI E CONDIZIONI PER L’ISCRIZIONE

Anche in questo caso sono state introdotte diverse modifiche rispetto all’impianto normativo precedente, molte delle quali resesi necessarie per armonizzare la disciplina dell’Albo all’esistenza di nuove disposizioni legislative entrate in vigore dal 1998 ad oggi.

La nuova impostazione riguarda tanto le persone giuridiche iscritte, che le persone fisiche.

Relativamente alle persone giuridiche, si dispone che solo all’atto della prima iscrizione l’impresa non debba trovarsi in stato di liquidazione o siano, comunque, soggetti ad una procedura concorsuale o a qualsiasi altra situazione equivalente secondo la legislazione straniera. Quindi, a differenza di quanto avveniva con il regolamento 406/98, l’impresa non sarà più cancellata dall’albo, ma potrà continuare ad operare consentendo di dare esecuzione e portare a compimento contratti e ordinativi e, pertanto, soddisfarne i creditori. 

Per quanto riguarda i requisiti previsti per le persone fisiche, invece, la principale novità riguarda i “requisiti di onorabilità” in capo sia al legale rappresentante dell’impresa, che al responsabile tecnico.

Infatti, l’art. 10 comma 2 lettera d), dispone che “non si tiene conto della condanna qualora siano decorsi almeno dieci anni dalla data del passaggio in giudicato della relativa sentenza, oppure sia stata concessa la sospensione condizionale della pena o ne sia stata ottenuta la riabilitazione.

 

RESPONSABILE TECNICO

Il Regolamento 120/2014, interviene laddove il precedente regolamento non era riuscito nel suo intento, ovvero quello di far diventare il Responsabile Tecnico la figura centrale dell’impresa nella gestione dei rifiuti.

Infatti, ad esso vengono affidate delle funzioni e dei compiti che fino ad oggi erano in capo ad altri soggetti, aumentando pertanto le responsabilità di questa figura che, si ricorda, è per legge è uno dei requisiti necessari, seppur non sufficiente, per l’iscrizione all’Albo.

Oggi il Responsabile Tecnico dovrà dichiarare l’idoneità dei veicoli di trasporto in disponibilità all’impresa che sono utilizzati per la raccolta e trasporto dei rifiuti. Si ricorda che con la precedente normativa, tale idoneità era disposta da professionisti individuati dalle disposizioni del Comitato Nazionale (redatta da un ingegnere o da un chimico o da un medico igienista o da un biologo iscritto al relativo ordine professionale), e la relativa perizia doveva essere giurata in tribunale.

Quindi, si prevede che il Responsabile Tecnico debba essere un soggetto preparato per poter attestare la tecnicità dei veicoli utilizzati per il trasporto dei rifiuti; ma non solo. Gli viene richiesta una conoscenza approfondita di tutte le norme collegate alla gestione dei rifiuti.

A tal fine, viene completamente modificato il percorso per poter diventare Responsabile Tecnico, dove non è più previsto il Corso di Formazione, ma un esame di idoneità che, nel caso in cui il Responsabile Tecnico non sia anche legale rappresentante dell’impresa, è soggetto a verifiche periodiche (almeno quinquennali) per il mantenimento dell’idoneità.

Il livello di preparazione e di conoscenza del Responsabile Tecnico va di pari passo  con le modifiche normative, e le Sezioni regionali sono chiamate a verificarlo secondo le disposizioni che saranno deliberate dal Comitato Nazionale, il quale dovrà anche emanare le disposizioni per la gestione del transitorietà in attesa del passaggio dalle vecchie alle nuove procedure.

Si ritiene che il Responsabile Tecnico diventerà un elemento di qualificazione per le imprese e, col tempo, farà emergere tra gli altri le persone più preparate che daranno maggiori garanzie agli imprenditori nella soluzione delle quotidiane problematiche che incontrano nella gestione dei rifiuti.


SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E RAZIONALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE

Le più rilevanti modifiche le possiamo notare con riferimento alla semplificazione amministrativa; si tratta di un concetto in merito al quale già da diverso tempo l’Albo ha introdotto nelle procedure delle Sezioni e che, adesso, viene confermato dalle disposizioni regolamentari.

Viene regolamentato che il rapporto tra impresa e Sezioni Regionali avviene esclusivamente con modalità telematica; prevedendo un arco temporale massimo di tre anni affinché tutte le Sezioni si adeguino alle disposizioni relative al telematico.

Nel frattempo, viene inserita nel regolamento una disposizione già in vigore per le Sezioni Regionali e introdotta con la Delibera n. 5 del 16 ottobre 2012, con la quale le variazioni anagrafiche effettuate al registro delle imprese non debbono essere comunicate anche alla sezione regionale competente, le quali acquisiranno d'ufficio per via telematica dal registro delle imprese la modifica intervenuta, e provvederanno entro 30 giorni a recepire le modifiche dandone comunicazione alle imprese o agli enti interessati.

Anche la procedura di rinnovo dell’iscrizione viene modificata, snellendo la procedura fino ad oggi in vigore: infatti, l’impresa potrà presentare alla Sezione una semplice autocertificazione con la quale si attesta la permanenza dei requisiti previsti dalle disposizioni in vigore.

Sarà il Comitato Nazionale con propria disposizione a disporre i contenuti dell’autocertificazione la documentazione da allegare all’atto del rinnovo

In prospettiva, vengono anche poste le basi per una interconnessione e interoperabilità tra l’Albo gestori e altre pubbliche amministrazioni competenti alla tenuta di pubblici registri (iscrizione al R.E.N. - Registro elettronico nazionale degli autotrasportatori per conto di terzi, Uffici della Motorizzazione, iscrizione al PRA, etc); la prospettata acquisizione d’ufficio delle informazioni contenute nelle banche dati di competenza di altre pubbliche amministrazioni, consentirà di semplificare ulteriormente le procedure per le imprese.   

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