Ambientesnack

Terre e rocce da scavo

Nuovo DPR, a che punto siamo?

10 aprile 2016

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 15 gennaio 2016 ha approvato in secondo esame preliminare un decreto del Presidente della Repubblica che semplifica la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo. Il provvedimento assorbe in un testo unico tutte le disposizioni oggi vigenti per quanto riguarda la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti e la loro gestione nei siti oggetto di bonifica.

 

Rispetto al primo esame preliminare, il testo è stato ulteriormente integrato e modificato a seguito della consultazione pubblica rivolta a cittadini, associazioni e stakeholders del settore, che dal 18 novembre al 19 dicembre scorso hanno potuto presentare sul sito del ministero dell’Ambiente osservazioni e proposte di modifica – sia sulla base del parere espresso dalla Conferenza Unificata. Il risultato di tali procedure di consultazione e condivisione è un testo maggiormente chiaro, semplice, completo e coerente con la disciplina di riferimento sia a livello nazionale che europeo. Ed infatti, con il nuovo decreto, l’Italia recepisce anche le richieste formali della Commissione europea ed evita che l’Eu-Pilot 5554/13/ENVI aperto nei suoi confronti evolva in una procedura d’infrazione.

Tra le principali novità: 

  • procedure più semplici per attestare che le terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni soddisfano i requisiti per essere qualificate sottoprodotti;
  • tempi certi per la definizione delle procedure, anche attraverso l’introduzione di meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia degli uffici pubblici; 
  • il rafforzamento del sistema dei controlli; 
  • l’allineamento della normativa italiana a quella europea; 
  • la possibilità per il proponente di chiedere all’ARPA o APPA territorialmente competente di eseguire la validazione preliminare del piano di utilizzo e di effettuare lo svolgimento in via preventiva dei controlli previsti dalla legge; 
  • specifica procedura per l’utilizzo nel sito di produzione, delle terre e rocce da scavo, escluse dal campo di applicazione della disciplina dei rifiuti e prodotte nell'ambito della realizzazione di opere o attività sottoposte a valutazione di impatto ambientale.  

Lo scorso giovedì 8 aprile 2016 la Commissione Ambiente di Montecitorio ha dato il proprio parere favorevole all’unanimità allo schema di decreto del Presidente della Repubblica per la semplificazione della disciplina in materia di terre e rocce da scavo. Parere favorevole tuttavia vincolato a non poche condizioni e osservazioni. Il relatore in Commissione, l’On. Piergiorgio Carrescia, si è fatto portatore delle suddette condizioni rispetto alle quali il Governo, rappresentato dal sottosegretario del Ministero dell’Ambiente Silvia Velo, ha confermato il proprio orientamento favorevole. 

Queste le condizioni poste dalla 8° commissione di Montecitorio:

  1. valuti il Governo l’opportunità di riformulare l’articolo 2, comma 1, lettera b) stabilendo un valore soglia per l’amianto pari allo 0,1 per cento (1.000 mg/kg), corrispondente al limite di classificazione previsto per le sostanze/miscele non pericolose;
  2. valuti il Governo l’opportunità di prevedere una definizione per i « microcantieri», intesi quali cantieri nei quali sono prodotte terre e rocce da scavo in quantità non superiori a 300 metri cubi;
  3. valuti il Governo l’opportunità di introdurre una disciplina semplificata per i cantieri di micro dimensioni, da coordinare con gli articoli 20 e 21, prevedendo che le rocce e terre da scavo, provenienti da cantieri finalizzati alla costruzione/manutenzione di reti o infrastrutture, la cui produzione non superi i trecento metri cubi per singolo cantiere, con esclusione di quelle provenienti da siti contaminati ai sensi del titolo V, parte IV, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 possano essere riutilizzate nello stesso sito in cui sono state scavate a condizione che lo scavo non abbia impatti significativi sull’ambiente;
  4. valuti il Governo, in relazione a quanto previsto dall’Allegato 3, la possibilità di ricomprendere la stabilizzazione a calce nel novero dei trattamenti di normale pratica industriale, prevedendo una preventiva caratterizzazione del materiale prima di qualsiasi trattamento di stabilizzazione a calce, che assicuri il non inglobamento di eventuali contaminanti, e il rispetto di determinate condizioni volte a indicare, tra l’altro, nel Piano di utilizzo la verifica del rispetto delle concentrazioni soglia di contaminazione con le modalità di cui agli allegati 2, 4 e 8, l’eventuale necessità del trattamento di stabilizzazione e la specificazione dei benefici in termini di prestazioni geo-meccaniche, nonché la procedura da osservare per l’esecuzione della stabilizzazione con leganti idraulici al fine di garantire il corretto dosaggio del legante idraulico stesso;
  5. valuti il Governo, in relazione a quanto previsto dall’Allegato 4, l’opportunità di sopprimere il riferimento, nella caratterizzazione ambientale, alla esecuzione previa porfirizzazione totale del campione in modo da ottenere la concentrazione totale o assoluta e di prevedere, nelle more della emanazione di una nuova disciplina da definire entro dodici mesi con il supporto tecnico scientifico del sistema delle Agenzie ambientali, l’applicazione delle procedure del decreto ministeriale 161/2012 e di quelle di preparazione analitiche classiche. 

Alle condizioni accolte vanno ad aggiungersi molte osservazioni: precisamente 23. Senza entrare nello specifico di tutti i punti, tra le questioni da emendare c’è il ruolo dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, che nella formulazione attuale avrebbe il potere di stabilire i limiti di riferimento per le concentrazioni di inquinanti anche in deroga al Testo Unico Ambientale. Un potere decisamente alieno alla natura dell’Istituto stesso. Spicca infine, tra le varie misure di semplificazione suggerite, anche l’invito a semplificare le procedure di dichiarazione di avvenuto utilizzo, avvalendosi eventualmente della possibilità di affidare al Comune destinatario delle terre e rocce da scavo la trasmissione del dato agli altri Enti.

 

Ci siamo quasi...

 

Si allega

Schema DPR 18 gennaio 2016

Relazione illustrativa di accompagnamento nell'esame parlamentare

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Scarica la nostra APP su: