V.I.A. - Linee guida verifica di assoggettabilità

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V.I.A. - Linee guida verifica di assoggettabilità

l Ministero dell’ambiente ha predisposto il decreto 30 marzo 2015 che si applica ai progetti per i quali la procedura di verifica di assoggettabilità o la procedura autorizzativa è in corso a tale data.

22 aprile 2015


Il d.lgs. n. 152/2006 individua, all'allegato IV alla parte Seconda, i progetti di opere e interventi assoggettati alla cd. “Procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A.”.

L’articolo 15 del decreto legge n. 91/2014, così come convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, ha stabilito che:

a) entro 90 gg. giorni dall’entrata in vigore della legge n. 116/2014, venga adottato un decreto ministeriale con il quale «sono definiti i criteri e le soglie da applicare per l’assoggettamento dei progetti di cui all’allegato IV alla procedura di cui all’articolo 20 [che disciplina, appunto, la procedura di verifica di assoggettabilità]sulla base dei criteri stabiliti nell’allegato V. Tali disposizioni individuano, altresì, le modalità con cui le regioni e le province autonome, tenuto conto dei criteri di cui all’allegato V e nel rispetto di quanto stabilito nello stesso decreto ministeriale, adeguano i criteri e le soglie alle specifiche situazioni ambientali e territoriali»;

b) in attesa dell’emanazione del sopracitato decreto, lo svolgimento della procedura di verifica di assoggettabilità avvenga «caso per caso sulla base dei criteri stabiliti nell’allegato V  [al d.lgs. n. 152/2006]».


Il Ministero dell’ambiente, in attuazione della previsione normativa riportata alla precedente lett. a), ha predisposto il decreto 30 marzo 2015 “Linee guida per la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale dei progetti di competenza delle Regioni e Province Autonome, previsto dall'articolo 15 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116” (GU 11/4/2015, n. 84), che entra in vigore il 26 aprile 2015 e si applica ai progetti per i quali la procedura di verifica di assoggettabilità o la procedura autorizzativa è in corso a tale data. 


Il nuovo decreto ministeriale prevede che, fatti salvi le soglie già indicate nell’allegato IV alla Parte Seconda del d.lgs. n. 152/2006 ed i criteri utilizzati per la loro fissazione (relativi questi ultimi  alle caratteristiche dei progetti, alla localizzazione degli stessi e alle caratteristiche dell’impatto potenziale), sia necessario integrare i criteri già considerati con i seguenti previsti perlatro nell’allegato III alla direttiva V.I.A. 2011/92/UE:

a) caratteristiche dei progetti:

- cumulo con altri progetti,

- rischio di incidenti, per quanto riguarda, in particolare, le sostanze o le tecnologie utilizzate;

b) localizzazione dei progetti (tenendo conto in particolare della capacità di carico dell’ambiente naturale, con particolare attenzione a zone considerate sensibili quali: zone umide, zone costiere, zone montuose o forestali, riserve e parchi naturali, zone classificate o protette ai sensi della normativa nazionale, Z.P.S., zone nelle quali gli standard di qualità ambientale fissati dalla normativa comunitaria sono già stati superati, zone a forte densità demografica e zone di importanza storica, culturale o archeologica).


Nello specifico i nuovi criteri  vanno a determinare i seguenti aspetti:

1) Criterio “cumulo con altri progetti” 

Questo criterio va considerato in relazione a progetti relativi ad opere o interventi di nuova realizzazione che:

- appartengono alla stessa categoria progettuale indicata nell’allegato IV alla Parte Seconda del d.lgs. n. 152/2006,

- ricadono in un ambito territoriale entro il quale non si possono escludere impatti cumulati sulle varie componenti ambientali,

- per le caratteristiche progettuali (parametri dimensionali indicati nell’allegato IV alla Parte Seconda del d.lgs. n. 152/2006), sommate a quelle dei progetti ricadenti nel medesimo ambito territoriale, determinano il superamento della soglia riferita alla specifica categoria progettuale indicata nell’allegato IV.

In assenza di diversa e motivata indicazione da parte della Regione l’ambito territoriale è definito in:

- una fascia di un chilometro per le opere lineari (500 m dall’asse del tracciato),

- una fascia di un chilometro per le opere areali (a partire dal perimetro esterno dell’area occupata dal progetto proposto).

La presenza delle tre condizioni citate comporta la riduzione del 50% delle soglie indicate nell’allegato IV.

Il criterio del “cumulo con altri progetti” non si applica ai:

- progetti la cui realizzazione sia prevista da un Piano o Programma già sottoposto a procedura di VAS ed approvato, nel caso in cui nel Piano o Programma sia già stata definita e valutata la localizzazione dei progetti o siano stati individuati specifica criteri e condizioni per la loro realizzazione,

- progetti per i quali la procedura di verifica di assoggettabilità è integrata nella procedura di VAS, ai sensi dell’art. 10, comma 4, del d.lgs. n. 152/2006.


2) Criterio “rischio di incidenti, per quanto riguarda, in particolare, le sostanze o le tecnologie utilizzate

Per le imprese soggette agli obblighi previsti dall’art. 8, comma 1, del d.lgs. n. 334/1999 (relativo alla disciplina sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti), in quanto sono presenti sostanze e/o preparati pericolosi in quantità superiori a quelle indicate nell’allegato I al medesimo decreto, si applica una riduzione del 50% delle soglie indicate nell’allegato IV alla Parte Seconda del d.lgs. n. 152/2006.


3) Criterio “localizzazione dei progetti

Per i progetti localizzati nelle aree considerate sensibili (zone umide, zone costiere, zone montuose o forestali, riserve e parchi naturali, zone classificate o protette ai sensi della normativa nazionale, Z.P.S., zone nelle quali gli standard di qualità ambientale fissati dalla normativa comunitaria sono già stati superati, zone a forte densità demografica e zone di importanza storica, culturale o archeologica) si applica, in funzione della tipologia progettuale e dell’area sensibile considerata,  una riduzione del 50% delle soglie indicate nell'allegato IV alla Parte Seconda del d.lgs. n. 152/2006. 

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